Circolo Nautico Vela VivaCinema alla deriva
Circolo Nautico Vela VivaPasquale Gionta
Il Circolo Vela Viva, nel corso degli anni, ha saputo distinguersi non solo per la sua attività sportiva, ma anche per un profondo e costante impegno nella promozione della cultura, in particolare grazie alla visione del Socio Amico, Pasquale Gionta.
“Il più bello dei mari...”
A tutta prima, l’idea che un circolo velico possa dar vita a iniziative culturali (del tipo: rassegne cinematografiche con film di ambientazione marina o – ad esempio – la lettura di un’opera di un poeta romantico inglese della fine del Settecento, come “La ballata del vecchio marinaio” di S.T. Coleridge) rischierebbe di apparire stravagante, se non eccentrica. Ma solo a chi, con scarsa consapevolezza e memoria, dimentica come circoli nautici e gloriose associazioni canottieri di antiche città di mare abbiano promosso (e continuino a promuovere) presentazioni di libri, mostre e, in genere, attività che travalicano il ristretto àmbito di interessi sportivi di loro competenza.
Perciò, ho accettato con spirito di curiosità (vinte le iniziali titubanze di natura soggettiva) l’invito del presidente di allora del circolo Vela viva a curare, a partire dall’estate dell’anno 2006 (e, dunque siamo più che prossimi al ventennale!), una serie di appuntamenti sul cinema e di incontri sulla letteratura, i cui limiti e imperfezioni non sono ovviamente mitigati dall’essere il frutto di una passione che coltivo da anni lontani.
Ho da tempo ben chiaro che la cultura non è un settore della vita umana, come può essere lo sport, il lavoro, l’economia, il sesso, ma è il modo in cui lo sport, il lavoro, l’economia e il sesso sono descritti, trasmessi, vissuti, praticati. La cultura non è una cosa a parte, la cultura è un modo di fare le cose. In questa prospettiva, non è allora impensabile che persino un circolo nautico, situato in fondo al lungomare di Vendicio a Formia, possa cimentarsi nel tentativo di creare una consuetudine culturale, di fondare, nel panorama urbano, un luogo, uno spazio (seppur fisicamente ristretto) che divenga parte della vita quotidiana della città. Un punto di riferimento che, nei mesi estivi degli ultimi vent’anni, è riuscito a impiantare alcune attività stabili, con un insieme di proposte aperte non solo ai soci. Ed altre ancora che è auspicabile vedano la luce negli anni che verranno. Non è forse vero che dovremmo ognuno essere accanto a qualcuno e, mormorando, ascoltarci reciprocamente?
“Il più bello dei mari è quello che non abbiamo navigato…”, scriveva il poeta turco Nazim Hikmet. Forse perché l’oscurità dell’altro, la scoperta dell’ignoto, è l’unica esperienza che ci rende vivi.
I gesti, le parole, che spesso danno deboli ali ai nostri sentimenti, sono come esili barche a vela: vanno da un’anima all’altra, con il rischio di naufragare. Ma anche se la nostra barca si è infranta, nulla può impedirci di continuare a solcare i mari della vita…
Pasquale Gionta












